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Puo’ ancora l’ arte raccontare, mostrare,
spiegare, incantare il pubblico ?

il suo pubblico ,quello che accede agli spazi
riservati agli eventi culturali
è poi lo stesso che si incontra per strada?
sono le stesse persone?

I contenuti, le idee e le opere dell’arte contemporanea
sono ancora leggibili
in un mondo dove lo spazio tra sogno
e realtà si è sempre piu assottigliato?

come in un imbuto, in un cono le distanze andando verso il fondo si restringono
cosi’ accade ai ns giorni, dove forse la realtà di per se’ stessa gia’ supera
il progetto immanente dell’opera d’arte in se’

l’ arte contemporanea forse non è più adeguata a descrivere il presente
la sua pretesa di ubiquita’ di cosmopolitismo e’ gia’ antica
ha definitivamente segnato la sua abdicazione
nn aderisce ora alla nuova idea di mondo
nata l’ 11 sett 2001
in quel giorno doloroso e simbolico è iniziata un altra era
un altro modo di vedere le cose nella loro globalità

Il Progetto

EXTERIOR/INTERIOR or INTERIOR/EXTERIOR

potrebbe essere un primo modo di descrivere questo cambiamento
di linguaggio come dato di fatto
come racconto, come atteggiamento del fare arte nel momento astorico ?

due artisti
di luoghi geografici diversi e lontani
una cultura di confine e una cultura di mezzo
il primo tra oriente e occidente
il secondo occidente classico, la grecia e roma

tenere quello che puo essere utile e ricominciare il viaggio o un viaggio
Forse le risposte a queste domande sono in mano a chi di speranza
ne possiede e ne conserva ancora, in se e nella comunità dove vive

i luoghi dell arte
sono i luoghi del presente

i linguaggi sono gli stessi

il mondo deve costruire una nuova casa
un nuovo spazio dove tutti possano vivere
e nn fuggire come animali braccati
i racconti nn dovranno piu’ essere tradotti ed esportati, per poi perdersi
in una babele di racconti
ma essere conservati, trattenuti nei luoghi dove hanno ancora un senso,
altrimenti i questi giorni
di dolore nn potranno mai essere elaborati
in futuri giorni di festa e di riconciliazione
se il mondo pretende di essere ascoltato per quello che è
anche il fare arte chiede ora la stessa attenzione
per fare ordine, per cercare di nuovo e ancora il suo popolo

“prima di un nuovo viaggio”, ci dice orfeo,” bisogna cantare le origini,
la propria terra, e in quella riconoscersi”

questo momento è simboleggiato da due strutture semplici
delle case trasparenti e in scala al cui interno inserire le opere

il secondo momento è il viaggio, il viaggio in se’ che coincide con quello nel mondo
ricordare le origini, fondarne di nuove

intorno alle case
verranno installate le opere
che sono state raccolte nel viaggio
i suoni
i racconti
le persone
i sogni
i segni
gli oggetti
il sacro
la natura
vera e simbolica

il viaggio sarà descritto e suggerito da un percorso di segni,
nei monitor o in terra
che conducono il visitatore

il primo artista è un fotografo
Shalva Kakanashvili, da Tiblisi (Georgia)
vive a Parigi da quasi un decennio
ed è direttore del Centro Culturale per l’ Arte del Caucaso

partecipa alla biennale di Venezia

il secondo artista è italiano, genovese
Mauro Marcenaro (aka bob desnos)
insieme si propongono di continuare l esperienza
iniziata a Tiblisi nell’ ottobre del 2004
durante Art Forum Caravansarai

e’ l’ incontro tra l’ arte europea e l’ arte asiatica
la georgia è il punto piu’ orientale della cristianità
le ultime chiese
poi le prime moschee islamiche
i popoli,
ceceni iraniani azeri turchi
un’ esperienza millenaria di convivenza e cultura
di commerci e rispetto tra le diversità

l’ arte è un messaggio di pace ma nn in se’ e per se’
ma un messaggio di possibilità concreta,
di unità e/o vicinanza di linguaggi
questa per l occidende è, e deve essere, la strada
per la comprensione fra i popoli, giacche’ esiste un punto in comune tra di loro
esite un medium, un collante, nn rigido ma flessibile
visibile e nn angoscioso, dove il cambiamento è solo una trasformazione
e non sconvolgimento

metteremo insieme le esperienze
che fanno parte dell’ arte, ma nn per questo devono sottostare al suo mercato
questo un giorno finirà, ma l’ arte, cosi’ come esisteva prima di esso, continuerà ad esistere anche dopo, anche senza.

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