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In fondo l artista nn fa che
consegnare al mondo un rapporto piu o meno dettagliato della sua visione del mondo
questi dovrebbe avere relazione solo con la qualità nn dovrebbe importare la quantitàanche se i cultori delle statistiche scambiando sempre più spesso l arte con i numeri assegnando a questi e nn all arte stessa un valore magico
le dimensioni il valore l anno in cui e’ stato eseguito le eta dell artista ecc
la societa’ mercantile ha modificato la percezione della bellezza con quella della quantità

alla fine del 17 sec si era disposti a pagare di piu un quadro di un altro
per il numero di cavalli ritratti in esso o di mucche al pascolo ecc

all artista Paul Klee fu negata la nazionalità svizzera perché nei suoi lavori metteva un numero esiguo di mucche al pascolo
l artista vive il mondo esternamente o internamente o in entrambi modi

consapevole o no di tutto questo e in relazione a questo l artista produce delle opere

lo sforzo interpretativo impone di rimanere rispetto al mondo anticipati o posticipati
di quel tanto da poter osservare il compiersi del suo movimento
Freud propone l idea della sublimazione
le opere sono la sublimazione dello sforzo dell autore
questi prodotti Freud li definisce
socialmente desiderati
ma l arte autonoma difficilmente
fu desiderata socialmente
anzi l arte deve ancora oggi provare la sua utilità
come amano dire i borghesi

ma l arte salta fuori nn appena la scienza pianta in asso l umanità

il mondo potrebbe fare ameno dei calcolatori ma nn della bellezza a cui rimanda l arte
la societa’ presente e’ cosi impoverita e inaridita da lasciarsi stregare dalla fredda applicazione di scienza e la tecnica

nessuno qui potrebbe garantire un aumento di felicita dall uso intensivo di oggetti tecnologici

l arte nn mente perché nn promette nulla

l arte e’ magia liberata dall obbligo di essere verita’