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Verso le persone “alla moda” ( eleganti ) ci attira la legittima speranza che esse siano in privato
libere dall’ avidità di profitti–dal momento che questi affluiscono loro spontaneamente per la posizione stessa in cui si trovano–
Attribuiamo loro volentieri il gusto dell avventura intellettuale, un superiore distacco nei confronti della propria situazione economica, un affinamento delle reazioni e supponiamo che la loro sensibilità reagisca–almeno spiritualmente– contro la brutalità da cui dipende il loro privilegio, mentre alle vittime nn è lasciata neppure la possibilità di conoscere ciò che le rende tali.
La separazione delle due sfere -produzione e vita privata- che sono un elemento necessario dell’ apparenza sociale
e quell’ attesa di una spiritualità disinvolta e spregiudicata risulta per forza di cose delusa.