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nella notte tra martedì e il mattino del mercoledì del 23-03-07
incontrai in sogno l amico l artista
Claudio Costa

fu un sogno molto nitido


claudio_costa_mauro_marcenaro performance


Questa mattina ho voluto chiamarti per dirtelo
perché so e conosco la Vs inossidabile amicizia
hai ragione quando mi dici scrivi qualche riga per raccontarlo

all inizio del sogno
io mi trovo lungo una strada in una giornata primaverile luminosa

quando all improvviso una figura di uomo o di donna ora nn ricordo
mi si affianca in modo che nn potessi vederlo/a in viso
e mi porse
un oggetto /un messaggio
questi era un registratore Mp3 con relative cuffiette
le indossai accesi il diffusore mp3 e ascoltai il file sonoro
riconobbi subito la voce era quella di Claudio Costa
che mi invitata a di seguire il suo messaggero fino al suo atelier

giunti davanti ad un portone il messaggero mi richiese
l mp3 e mi indico la porta e se ne ando
cosi entrai nel palazzo
superata un altra porta che era già spalancata
capii subito che quelli nn potevano che essere i suoi nuovi
lavori questi
nn erano dissimili dai precedenti
erano le sue solite ricerche alchemiche e la sua ricerca nella sua propria ‘mitologie individuale-
nuove era serenità e la consapevolezza raggiunta
lo studio era un grande spazio rettangolare
al posto dei muri perimetrali c erano delle lunghe tende di tela olona
che dividevano l atelier
da una folta vegetazione lussureggiante come di foresta tropicale

al mio fianco dx percepisco prima un ombra poi
la persona nella sua interezza
capii che era Claudio Costa più giovane di come lo ricordavo e più bello
di quando lo vidi l ultima volta
ci sedemmo lui mi disse che il suo lavoro andava visto come un continuum
alla ricerca precedente
si era solo alleggerita e quindi era diventata piu significativa
mi esortava di capire il nesso di questa metafora e sottolineava quanto fosse importante
ogni singola opera perché l unione di queste andavano a formare un gigantesco puzzle
che è la vita stessa dell artista
mi disse di nn dimenticare il significato del progetto
da noi tutti svolto a Quarto e l importanza di nn tralasciare nulla per continuare
la strada da lui iniziata
l idea dell istituto doveva essere portata avanti anche come metafora ‘altra’
sotto forma di qualche cosa d altro

i tempi dell arte sono lunghi e complicati
nn quantificabili con il tempo dell uomo presente e tanto meno del mercato
perché è il tempo che porta nella sua macerazione la compiutezza nell opera
che a volte sono necessari anni per vedere maturare anche i piu piccoli progetti

mi disse che li ogni tanto un altro artista andava a trovarlo questi era Wolf Vostell
con lui poteva parlare di alchimia e del divino
era Davide Raggio
lui mi disse quello che mi aveva accompagnato fino a lui

mi disse mostrandomi i suoi nuovi lavori di come avesse finalmente capito
quanto il lavoro doveva essere espresso nn tanto verticalmente ma orizzontalmente
la disseminazione era la cosa piu importante nella ricerca

la ricerca quasi mai coincide con la coscienza degli uomini del suo tempo

la ricerca e i segni ed i loro significati andavano guardati nell interezza dell opera
e il senso verticale invece ha a che vedere nn con l ispezione ma con
il desiderio di successo
e questo in definitiva nn esisteva se nn nel mito

mi mostro i suoi nuovi lavori composti per lo piu
da maschere che aveva scolpito o assemblato
che venivano in un secondo tempo inserite all interno dell opera
dentro a cera ancora fusa semi opaca si sarebbero fissati casualmente
o lavori che al posto della cera vi era presente del gesso scagliola leggermente colorato da terre o verde ossido e verde rame
ma ancora in definitiva bianco una volta asciutto
poi macchie
polverose ottenute con terre d ombra d ocra Siena come riflessi impercettibili
nel magma bianco del gesso
segni ottenuti con macchie di bitume
le terre erano le stesse che riporto dall Africa e i legni splendidi erano quelli della foresta contigua allo studio
erano li conservati in un angolo
alcuni erano preparati e arsi dal fuoco altri erano lasciati fuori alle intemperie al sole
fino ad arrivare a quasi macerazione /disintegrazione
questi servivano a comporre le figure alchemiche
un omaggio al divino al sacro
alla conoscenza e alla consapevolezza

poi il verde terroso chiaro pervadeva molte opere
in un unico lento tono di eternità
mi ricordò il suo progetto
di costruire come fece volle fare Van Gogh la
la una ‘città per gli artisti’
mi fece ascoltare registrazioni di suoi canti
preistorici ritmi e sapori della preistoria
i tendaggi
si muovevano a ritmo alternato
e mostrando ogni tanto la natura esterna
Claudio mi parlava come sempre
dei suoi progetti futuri di come un giorno tutti insieme potremmo ritrovarci
nella grande città in cui gli artisti
potranno trovare riposo e spazio per le loro idee

mi chiese di salutare tutti gli amici che ebbe vicino durante l esperienza
dell ‘istituto materie forme inconsapevoli’ all osp psich di Genova Quarto
ci salutammo all uscita
mi diede
ancora un mp3 con dentro un lungo messaggio
da ascoltare
mi saluto dal balcone era sereno
‘salutami tutti i ns amici’
mi disse con un grande sorriso

ed io cosi farò
saluterò i suoi amici
e tu Andrea sei stato il primo