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Oggi ‘La Stampa’ quotidiano di Torino ha pubblicato un articolo
dedicato all artista Mauro Marcenaro a.k.a. Bob Desnos


mauro marcenaro 2007 atelier


dal titolo :
“La mia pittura? Un percorso di purificazione”

qui il testo dell articolo redatto dalla giornalista Miriam Massone

”Arte come redenzione, come percorso che porta alla catarsi, alla purificazione: è così per Mauro Marcenaro, artista eclettico, cui la mostra «Cristalli di Rocca» rende omaggio in questi giorni. I suoi quadri sono pitture
grumose, dense, con forti contrasti, magma di materiali e colori, caos e leggerezza.
Opere elaborate a partire da un oggetto, un reperto, una foto, un cimelio recuperati chissà dove, magari
per caso e amalgamati dai pennelli. Il caso, appunto, è il filo conduttore di questo pittore genovese che ha fatto dell’arte una ragion di vita dopo aver abbandonato gli studi di chimica farmaceutica. «Per caso un giorno dovevo sbarazzarmi di alcuni colori ad olio e pensai di portarli a qualche artista. Fu così che conobbi Claudio Costa,in un magazzino. Io masticavo un po’ d’arte: lui comprò i miei colori, poi mi coinvolse in un progetto per l’ospedale psichiatrico di Quarto». Era la fine degli Anni Settanta: per dieci anni Costa e Marcenaro lavorano insieme a un laboratorio di arte-terapia, un’esperienza unica («Fra i primi a fare progetti del genere») che segna il giovane pittore.
Dopo la morte improvvisa di Costa, Marcenaro prosegue il suo cammino d’arte e il suo viaggio di contaminazioni:
va a Parigi, Berlino, in Russia e in Georgia (dove partecipa a
un art forum a Tiblisi, Caravansarai 2004). Approfondisce la pittura anche se in passato è stato
precursore di un altro genere di arte contemporanea: «Facevo installazioni tecnologiche, col pc: una fusione tra video e immagini stampate su plexiglass: le ho esposte nel ‘97 a Palazzo Ducale,a Genova».
A Rocca Grimalda arriva tramite Enzo Cacciola,uomodi cultura, oggi assessore, all’epoca sindaco del piccolo borgo, raffinato ed elegante, a strapiombo sulla valle dell’Orba: «Lui conosceva Costa: è nata una bella
amicizia, un’intesa basata sull’ arte». Alla mostra di Rocca Grimalda ci sono i quadri più rappresentativi,
come l’ultimo «Pico Palla», tecnica mista dove i colori mutano con il cambiamento del clima e della luce: «Perché
solo chi cambia è veramente se stesso» dice. Tutto il suo lavoro è fortemente simbolico, l’approccio
è filosofico e metafisico. Ora si esprime attraverso cerchi, imperfetti, concentrici, di forme e nuance diverse,
ma prima c’erano anche frecce, uomini stilizzati, schizzi. E poi l’ispirazione religiosa, con la partecipazione alla Biennale di Venezia, dove Marcenaro fonde pittura contemporanea e innesti sacri.
A Rocca le sue opere sono esposte a Palazzo Borgatta, da giovedì a domenica, 16,30-19,30.


Miriam Massone