Le democrazie vietano la discussione storica
la storia nn sta dimostrando la sua utilita’ alla causa millenaria
della menzogna
la storia e’ buona se parla male dei nemici
il divieto alla ricerca storica nn e’ formale leggi penali severissime sono state
formulate ad hoc perchi dovesse insistere
le democrazie desiderano sudditi ubbidienti e docili
la realta’ e’ questa nessuno puo e potra’ in veste di storico o ricercatore mettere in dubbio la verita’
formulata una volta per tutte
lo spirito che aleggia sui regimi democratici ha deciso la massa salariata deve sapere questo ma nn quello
e libera ma solo nel scegliere il colore del cellulare ma nn nella ricerca della verita’
il nume tutelare diventa custode della serenita’ e lupo mannaro
perchi dovesse parlare troppo
la verita’ e’ una difesa e custodita dai monopoli informativi
nn appena si tragredisce un veto la macchina inizia a produrre mostri a creare indignazione
a predire sciagure
leggi penali e violenza fisica e morale calano sulla persone
oggi in Europa si aggira un pensiero un racconto
che mette in discussione la verita’
una verita’ che Nieztshe avrebbe definito “umana troppo umana”
Uno storico inglese Robert Faurisson
in foto subito dopo un agressione all universita di Parigi
Robert Faurisson nn nega l olocausto
se fosse stata questa la sua tesi nn lo avrei mai ascoltato
invito’ Robert Faurisson a parlare nell universita’ di Teramo
qui una parte dell intervista leggere e farsi una propria idea
Intervista allo storico revisionista
Robert Faurisson
apparsa sul mensile Storia Illustrata nell’agosto del 1979
la parte integrale si trova qui
http://ita.vho.org/Faurisson.htm
Robert Faurisson
prologo
rimase scandalizzato quando il 19 agosto 1960 lo storico tedesco Martin Broszat negò per la prima volta, in un articolo pubblicato su Die Zeit, l’esistenza di «camere a gas» nei vari campi nazisti.
due scuole di pensiero
(a confronto quindi una sara’ quella legale e l altra illegale)
«revisionistii» quella degli «sterminazionisti»
Il Dott. Robert Faurisson
Professore all’Università di Lione dal 1974 al 1990
dopo piu di 14 anni di studio sull argomento arrivo ad una sua conclusione
Quale ?
affermo con assoluta certezza che nessuna «camera a gas» era mai esistita.
A causa di questa sua convinzione, egli è stato vittima di almeno 10 assalti fisici da parte dei sostenitori dell’Olocausto.
Ha avuto le mascelle fracassate, i denti spezzati ed è rimasto ricoverato all’ospedale per diverse settimane. Egli è stato inoltre perseguitato spietatamente per mezzo di battaglie legali senza fine. Il Prof. Faurisson, noto come il «preside del movimento» revisionista mondiale, fu il primo a scoprire i disegni tecnici ed architettonici degli obitori di Auschwitz, degli inceneritori e delle altre installazioni. Fu anche il primo ad insistere che solamente un esperto di camere a gas americano potesse districare le domande tecniche relative alla storia delle pretese gassazioni di Auschwitz. Faurisson fu anche consigliere e consulente dello storico revisionista canadese Ernst Zündel, oltre che testimone a suo carico durante le udienze preliminari del 1984 e nel corso dei grandi processi del 1985 e 1988.
essendo un testimonio non contemporaneo a fatti che si raccontano
desidero conoscere in piu su queste teorie racconti o favole
domande di un giornalista durante un intervista fatta
Dott. Robert Faurisson
è vero che lei nega che le camere a gas siano mai esistite?
è esatto. In effetti, io dico che queste famose «camere a gas» omicide non sono altro che una frottola di guerra. è un’invenzione della propaganda di guerra paragonabile alle leggende sulla «barbarie teutonica» diffuse durante la Prima Guerra Mondiale. Già allora i tedeschi vennero accusati di crimini del tutto immaginari: a bimbi belgi sarebbero state tagliate le mani, dei canadesi crocifissi, cadaveri trasformati in sapone… Peraltro, su questo terreno gli stessi tedeschi facevano, suppongo, buona concorrenza ai francesi… I campi di concentramento tedeschi sono realmente esistiti, ma come tutti ben sanno questa non è una cosa originale tedesca. Anche i forni crematori sono esistiti in certi campi, ma la cremazione non è fatto più grave o più criminale dell’inumazione.
I forni crematori costituivano persino un progresso dal punto di vista sanitario nel caso di rischi di epidemie. Il tifo ha imperversato in tutta l’Europa in guerra. La maggior parte dei cadaveri che con tale compiacimento ci vengono mostrati in fotografia sono chiaramente cadaveri di tifici. Queste foto dimostrano solo che degli internati – e talvolta anche dei guardiani – sono morti di tifo.
Immaginatevi una qualsiasi popolazione dell’Oceania abituata a bruciare i suoi morti, e ditele che noi interriamo i nostri; apparirete loro come una specie di selvaggio. Forse vi sospetteranno addirittura di mettere sotto terra delle persone «più o meno vive». Allo stesso modo, si dà prova di completa disonestà quando ci si presentano come delle «camere a gas» omicide le autoclavi destinate in realtà alla disinfezione degli abiti con il gas. Questa accusa, mai chiaramente formulata, è stata abbandonata, ma in alcuni musei o in alcuni libri si osa ancora mostrare la foto di una di queste autoclavi, situate a Dachau, con davanti a essa un soldato in uniforme americana che sta decifrando… l’orario delle gassazioni!
